Facebook diventa il nuovo canale per Narciso

Però, per ottenere visibilità e successo sociale, è utile per Narciso imparare a comunicare e a servirsi di canali espressivi capaci di trasmettere il senso della sua unicità. Ciò sospinge Narciso ad incamminarsi lungo la via del processo creativo e dell’uso delle arti, che gli mettono a disposizione degli strumenti per farsi intendere dagli altri e per ottenere il necessario riconoscimento. La sola parola rischia di non essere sufficiente per ottenere l’attenzione necessaria[1].

Ed ecco al servizio di Narciso la tecnologia. Ecco a servizio di questo nuovo adolescente la piazza di Facebook. Appunto come luogo di “esposizione” di questa “ricerca del sé”, ricerca di “identità”. In Facebook, questa ricerca avviene in modo concomitante alla ricerca degli amici. Si tratta di un Social Network ma in realtà è un Social Friends.

In genere basta cercare i propri amici col loro nome e cognome per trovarli, se essi sono già iscritti a Facebook, ovviamente. Man mano che si trovano amici è possibile chiedere di diventare loro “amico” nel sistema. Se l’altro conferma è possibile accedere al suo profilo e vedere chi sono i suoi amici e così magari, sfogliando l’elenco, è possibile anche trovare ancora altri amici e così via. Accettare un amico su Facebook significa accettare di condividere l’elenco dei propri amici e dunque rendere possibile una sorta di scambio e di conoscenza reciproca, di vita e di relazioni. Attraverso Facebook, l’adolescente realizza un mondo di social friends con i quali entra in relazioni e grazie ai quali raggiunge un “pubblico” a cui esporsi ed esporre la sua storia, forse meglio la sua “biografia”. Raggiunge un’area potenziale, uno spazio transizionale, mutante, in continua trasformazione, quindi morbido e malleabile, dentro il quale far accadere la propria narrazione e sperimentare le “prove generali per essere uomo/donna”.

 

[1] cf. G. Pietropolli Charmet, Op.cit., p. 17-20.