Introduzione

La Blackout Challenge è un ‘gioco’ pericoloso, conosciuto anche come Pass-out Challenge e consiste nel soffocarsi, da soli o aiutati da qualcuno, per alcuni minuti, fino a raggiungere lo svenimento.

L’obiettivo quindi, è quello di sperimentare gli effetti di una momentanea deprivazione di ossigeno.

Come tutte le challenge, il video della propria prova, verrà poi condiviso sul web.

Aspetto storico/sociologico

La Blackout Challenge è una delle ultime macabre sfide nata molti anni fa ma che la rete ha reso di nuovo attuale e per questo sta diventando sempre più virale tra i ragazzi, tuttavia è ancora poco conosciuta dal mondo degli adulti.

Questa moda nasce dai social network statunitensi ed è proprio negli Stati Uniti, che fin ora si contano circa 80 adolescenti morti a causa di questa pericolosa challenge.

Recentemente si è parlato molto di questo fenomeno, a seguito della morte di Igor Maj, tredicenne vittima della Blackout Challenge.

Aspetto psicologico/patologico

I ragazzi che partecipano a questa sfida, sono alla ricerca di uno stato di eccitazione, provocata dallo sperimentare forti emozioni, vedono il soffocamento come mezzo per raggiungere l’estasi, ma non cercano la morte. Questo fenomeno emulativo viene incentivato da tutti quei siti che attribuiscono false proprietà benefiche a questa pratica come il rilassamento e l’euforia. In realtà, il soffocamento porta a sensazioni di panico e a una perdita di coscienza che può causare dei profondi danni neurologici e, nei casi più gravi, portare alla morte.

In secondo luogo, la challenge è diventata virale nel corso degli anni poiché i ragazzi vogliono dimostrare ai propri coetanei di non avere paura, vogliono spingersi oltre i propri limiti.  I video della challenge presenti in rete fanno leva sul senso di invincibilità e trasgressione, per questo motivo vengono facilmente imitati dagli adolescenti.

Questo fenomeno si è diffuso velocemente e amplificato soprattutto tramite YouTube e lo si può oramai definire ‘on-life’.

Aspetto educativo

Centrale è l’intervento educativo svolto dalla scuola e dalla famiglia per poter contrastare questa pericolosa tendenza.

La prevenzione più efficace è l’informazione, affinché i genitori e gli insegnanti possano intercedere, è necessario che vengano informati circa la Blackout Challenge e i suoi rischi, per questo motivo la scuola dovrebbe promuovere degli incontri con esperti.

I genitori devono essere disposti ad ascoltare i propri figli e soprattutto a parlare con loro di questo pericoloso fenomeno.

Conclusioni

Il fenomeno della Blackout Challenge è solo uno delle tante sfide virali presenti nel web e conosciute dai ragazzi.

Nel nostro Paese, a differenza, per esempio degli Stati Uniti e della Russia, viene sottovalutata la vastità di tale fenomeno.

La scuola deve svolgere un intervento costante circa queste tematiche e, soprattutto, i video presenti sul web, che ritraggono queste sfide dovrebbero essere censurati.