Introduzione

Con la nuova era digitale, soprattuto grazie al social network Instagram, si è sviluppato il fenomeno del fashion blogger, creatore o curatore di un blog di moda, che attraverso i suoi outfit e attraverso la sua popolarità social, data da un numero molto alto di seguaci, influenza la moda promuovendo diverse marche.

È stato così pensato un nuovo social che si concentrasse sulla promozione di prodotti, l’aumento delle vendite e la popolarità dei brand; nasce così 21 BUTTONS.

Aspetto storico/sociologico

21 buttons è un’applicazione considerata un social network, in sociologia si intendete un gruppo di persone legate tra di loro da fattori sociali e culturali condivisi, che unisce anche l’è-commerceo commercio elettronico, il quale consiste nella promozione e la compravendita di beni o servizi su internet i cui prodotti pubblicizzati vengono ordinati e pagati in rete

Questa applicazione è stata lanciata nel mercato social a Marzo 2016 in Spagna e in poco tempo ha raggiunto sia il Regno Unito che l’Italia, dove nel giro di qualche mese conta più di un milione di iscritti

Il lancio di questa applicazione non si limitò a restare nella piattaforma online, in quanto venne pubblicizzato anche nei canali televisivi con un’audace spot televisivo che in poche parole descrive l’applicazione: “Vesti ciò che hai visto” e con poche immagini mostra come si usa

Questo social network permette di pubblicare i propri outfit, specificando i brand dei capi utilizzati i quali possono essere acquistati direttamente all’interno della piattaforma. Ogni volta che un capo viene acquistato, chi ha pubblicato l’outfit riceve una percentuale sulla vendita.

21 buttons è strutturato come Instagram, ovvero una volta effettuata l’iscrizione ogni utente possederà il proprio profilo che, grazie alla funzionalità del tasto segui, sarà possibile non solo seguire e quindi rimanere aggiornati su ciò che pubblicano gli utenti che piacciono di più, ma ci sarà anche la possibilità di farsi seguire e quindi aumentare i follower e puntare ad utilizzare questa app come un guadagno, perché infatti pubblicando le proprie foto con i gli outfit che si indossano, una volta taggata la marca e il prodotto, si da la possibilità ai propri follower di poterlo acquistare con un semplice click e prendere una percentuale sul prezzo del prodotto venduto grazie alla propria immagine.

Aspetto psicologico/patologico

Psicologia sociale, termine introdotto da Gabriel Tarde (1843-1804), il quale individuò che ogni principio sociale ha tre principi: ripetizioni, opposizione, adattamento. Credo sia rilevante la ripetizione, in quanto è affine a questo social network, dove, per ripetizionesi intende l’imitazioneche consiste nella legge socialee deriva dal prestigio del modello. Si parla così di imitazione, potremmo definirla imitazione social, intendendola come la nascita di “modelli di eccellenza social” che fanno da guida alla nuova generazione puntando sull’aspetto esteriore e sulla vetrina o esteriorità della propria vita.

Si può parlare dunque di folla, la definirei una “folla social”, dove si alimenta il contagio mentale orientando i comportamenti a tal punto che l’individuo sacrifica molto facilmente l’interesse personale con l’interesse collettivo che conduce alla suggestionalità, il cui effetto è dato dal contagio, un contagio che avviene quotidianamente nei social che oltrepassa l’influenza continua di Instagram persistendo in questo nuovo social, 21 Buttons, che alimenta questi “modelli social” e conduce le nuove generazioni a standardizzarsi e a perdere i propri gusti personali arrivando a indossare e dando quindi la così detta “prima impressione” con ciò che ci viene proposto.

Ho rilevato utile utilizzare in termini psicologici la propaganda che la guarderei sempre sotto la luce social, dove, per propaganda, in termini psicologici si intende una comunicazione di un particolare punto di vista, con l’obbiettivo di far si che il destinatario del messaggio giunga ad accettare volontariamente questa posizione come fosse propria e ritengo che è proprio questo quello che fa l’app 21 buttons in quanto conduce l’utente a guardare solo ciò che ci vogliono far guardare e di conseguenza comprare solo ciò che ci vogliono far comprare e quindi solo ciò che loro ci vogliono proporre , oltrepassando i nostri gusti, mettendo disordine nella costruzione del nostro stile, oltrepassandolo addirittura, per il semplice fatto di vol piacere agli altri e quindi  senza capire ciò che davvero ci interessa davvero, influenzandoci quotidianamente e facendoci perdere la nostra IDENTITÀ.

Aspetto educativo

Immagino la storia di una ragazza di 14 anni circa che ama la moda e cresce con queste applicazioni, non basta instagram per influenzarla, adesso ha anche 21 buttons, questa nuova applicazione che permette di fare meno fatica e comprare gli outfit desiderati e considerati belli grazie a questi “modelli social” che li propongono e li indossano, alimentando non solo il tempo speso per guardarli, ammirarli e scegliere il più bello ma anche sottraendo del tempo per guardarsi attorno, nuocendo anche alla costruzione del proprio stile e personalità perché non seguirà i propri gusti, ma, sempre e solo il volere indotto degli altri.

Uno dei rischi è secondo me la formazione della personalità eccentricache ha come unico scopo di attirare l’attenzione degli altri, infatti non a caso, la logica dello shopping online su 21 buttons si basa proprio sul comprare per piacere agli altri, indossare capi conosciuti per attirare l’attenzione su di se e sentirsi a livello dei propri “modelli di eccellenza social”. Ma, a differenza di chi li compra, a loro vengono regalati e soprattuto vengono pagati per indossarli. Inoltre ritengo necessario specificare che le cose eccentriche scompaiono con chi le ha indotte e con il contesto culturale di chi le ha fatte, infatti, una volta lanciata una moda, un marchio, un articolo, ce ne sarà sempre un altro pronto ad essere pubblicizzato e comprato dimenticando quello vecchio e spingendo sempre di più su questa rischiosissima dipendenza che porta a voler avere sempre di più, per piacere sempre di più. Un ciclo che rischia di noi venir mai chiuso.

Non vedo altra soluzione se non quella di affidarsi alla legge, che in questi ultimi tempi si sta mobilitando a favore della protezione sul webche nega la possibilità ai minori di 16 anni di accedere a determinate applicazioni, affinché l’adolescente sviluppi il più possibile la propria identità e il proprio gusto vivendo all’aria aperta, guardandosi attorno senza cadere nel circolo degli outfit più “cool”.

Inoltre, la scuola dovrà fare la sua parte e accompagnare questa crescita cercando di formare una persona dalla personalità creativache a differenza della personalità eccentrica, ha come scopo di comunicare con gli altri, senza omologarsi alla moda creandosi una solida personalità che va oltre l’outfit giusto indossato, rimanendo fedeli a se stessi e al proprio modo di essere.

Conclusioni

Possiamo considerare 21 buttons un applicazione che facilita lo shopping online ma che alimenta il desiderio verso cose futili e banali chiudendo gli orizzonti decisionali e restringendo il campo di scelta, in quanto indirizzato verso un’unica strada. Una strada a senso unico, senza segnaletiche stradali e rilevatori di velocità, una strada spianata verso un utopia irrealizzabile.